CORNA CAMOSCERA (COREN),1329 m, da Cavaglia di Val Brembilla il 14 gennaio 2019

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PERCORSO:

SALITA:

Cavaglia di Val Brembilla (835 m) > Sent. CAI 596 > Attacco falesie d’arrampicata sui fianchi di sx del Canal Camerata > Sorgente ‘Gocc’ > sentiero attrezzato con scalette e catene (70 m di dislivello) per cima Corna Camoscera > Cima Corna Camoscera (Coren) 1329 m) con bella croce

DISCESA :

Stesso percorso di salita percorso in senso inverso, con attenzione nel tratto attrezzato.

Difficoltà: E per il sentiero 596 fino alla deviazione per il sentiero attrezzato con scalette e catene (70 m di dislivello), classificato EEA

Dislivello: positivo: 528m, negativo -531 m

Distanza: 4,15 Km

Tempi: salita: due ore e mezza, discesa: meno di due ore

Acqua alla piccola sorgente del ‘Gocc’ se non in secca

Attrezzatura: casco e imbragatura completa (consigliata per una buona salita in sicurezza dal cartello di ingresso nel tratto attrezzato)

La mia prima volta in Corna Camoscera (Coren) e in solitaria.

Da tempo la Corna Camoscera era in lista d’attesa!

Finalmente lunedì 14 gennaio 2019, vista la bella tersa giornata, ventosa, in tarda mattinata, decido di salire in solitaria la famosa Corna Camoscera vista tantissime volte da vari punti vista.

PERCORSO STRADALE

Sseguendo la provinciale della Val Brembana, all'altezza dei Ponti di Sedrina, seguo le indicazioni per Val Brembilla. Superata di poco la chiesa di Brembilla, imbocco, a destra, la ripida e tortuosa ma panoramica strada asfaltata che conduce in pochi km alla graziosa frazioncina di Cavaglia (835 m).

Parcheggiata l’auto nell’ampio parcheggio, faccio una breve visita allo storico borgo di Cavaglia , che, insieme a Catremerio, è uno dei borghi più belli e più antichi della Valle Brembilla e della Valle Brembana.

Cavaglia è un piccolo borgo di case strette le une alle altre, posto su un esteso falsopiano, incorniciato e protetto dall’alto dai suoi monti; si affaccia sulla sottostante Val Brembilla e sui paesi del versante di fronte e, oltre, la vista spazia verso la Roncola, il Linzone, il Resegone.

Bella la chiesetta dedicata alla Madonna de ‘La Salette’..

Il borgo è stato ristrutturato, salvaguardando abbastanza le caratteristiche architettoniche originarie dei borghi contadini di montagna, specie nel nucleo centrale, dove fa ancora bella mostra di sé una grande casa cinquecentesca di rara bellezza. Le case sono in pietra, i tetti in coppi, le scale esterne per salire ai piani superiori in pietra e legno. Molto belle le ‘lobbie’ in legno, abbellite da fiori. Molte porte sono ad arco: su una di queste si vede incisa, sulla pietra, la data del 1531. Al pianterreno le stalle e le cucine con il soffitto a ’silter’ in pietra di tufo.

Interessanti le ‘sisterne’ (cisterne, pozzi), tipiche dei borghi della Val Brembilla. Le cisterne servivano per l’approvvigionamento idrico: l’acqua piovana veniva convogliata in questi pozzi scavati nel terreno, rivestiti in muratura, a forma circolare, quadrata, esagonale o ottagonale, coperti da un tetto piatto o spiovente, rivestiti di coppi o ‘piöde’. Ogni famiglia aveva la propria ‘sisterna’. Ben conservata una grande ‘sisterna’ vicino alla casa cinquecentesca a Cavaglia.

Dopo la breve visita al piccolo borgo, imbocco il sent. 596 per la Corna Camoscera, le falesie, la ferrata.

Il primo tratto pianeggiante porta ad una cascina tra i prati, da dove il sentiero sale acquistando buona pendenza e si inoltra nel bosco di prevalenti carpini neri.

Il sentiero sale seguendo i fianchi boscosi del Canal Camerata rivolti alla Corna Camoscera.

Fortuna mia la salita nella valletta del Canal Camerata, che mi ripara dalle raffiche di vento che invece investono i crinali esposti in alto.

Ben presto compare maestosa la Corna Camoscera nel suo versante ovest prevalentemente boscoso in basso, roccioso in alto.

Al bivio prendo a dx per il ‘Sentiero normale’ e per le falesie di arrampicata , mentre a sx il sentiero porta alla Ferrata della Madonnina del Coren.

Il sentiero 596 passa a pochi passi dalla base delle falesie per arrampicata, contrassegnate dal bel simbolo della lucertola rossa del gruppo di arrampicata ‘Le lucertole’ di Val Brembilla.

Le falesie si susseguono nei varii settori d’arrampicata: Mangiabiscotti, Al chiaro di Luna, Sibemolle, Ocio, Bocia, Tna del rospo, Lucertole al sole,...

Il bosco sottostante alle falesie, composto da prevalenti carpini neri, è costellato da macchie colorate di ellebori in piena fioritura: uno spettacolo vedere e ovviamente fotografare !

Proseguendo il sentiero diviene impegnativo in decisa salita passando alla piccola sorgente del ‘Gocc’ da dove in ripida salita raggiungo il bivio con a sx il sentiero 596 che sale al Castel Regina e a dx il sentiero attrezzato per cima Corna Camoscera, dove un cartello consiglia per una buona salita in sicurezza casco e imbrago.

Sono circa una 70 m di dislivello in salita che richiedono impegno e riservato ad escursionisti esperti e forniti dell’attrezzatura necessaria consigliata.

Il tratto è attrezzato con due scalette, numerose catene che aiutano a superare i salti rocciosi presenti nel canalino di salita alla cresta della cima.

Superato il tratto attrezzato, mi attendono poi alcuni passaggi che richiedono l’uso delle mani per superare facili roccette e raggiungere la cresta di vetta, dove il sentiero ‘normale’ si unisce a quello preveniente da sx dalla Ferrata della Madonnina.

Finalmente, raggiunto il pianoro di vetta, sono alla bella croce della Corna Camoscera (Coren, 1329 m)...è la mia prima volta e in solitaria !

Bello il panorama sulla Val Brembilla sottostante e verso il Resegone, le Grigne, le dirimpettaie Castel Regina, Foldone-Sornadello con vista anche verso Menna ed Arera e le Orobie.

Mi trattengo per un bel po’, consumando un buon pranzetto al sacco, godendomi lo spettacolare panorama con cielo terso e col vento che sento soffiare, ma che risparmia il pianoro di vetta! Ovviamentementre mi godo un bel momento di relax, numerosi sono gli scatti fotografici !

Trascorsa mezz’oretta, mi avvio per il rientro.

Percorsa la breve cresta di vetta, scendo ripercorrendo con molta attenzione in discesa il tratto attrezzato.

Raggiunta la base di partenza e il successivo bivio, salgo in ‘ispezione’ un breve tratto del sentiero 596 diretto al Castel Regina (cima che ho salito pochi giorni fa provenendo da Catremerio-Rif. I Lupi) i.

Rientrato al bivio, percorro quindi in senso inverso, il sentiero 596 salito il mattino, ripassando alla sorgente del ‘Gocc’ e godendomi lo spettacolo degli ellebori, delle falesie e della intera Corna Camoscera nella calda luce del tramonto.

Raggiungo Cavaglia a tramonto inoltrato contento di questa mia bella prima salita in solitaria alla Corna Camoscera.