Vajont

0
1
289

È impossibile comprendere il disastro del Vajont se non si snocciolano un' infinità di sequenze di date, dimensioni del manufatto, numero dei morti, nomi di ingegneri, morfologia del territorio......Era quello che mi apprestavo a fare.

Ma è bastato vedere gli occhi lucidi della nostra guida del parco delle Dolomiti friulane alla domanda "cosa si ricordasse di quella tragica sera" per capire che avrei sbagliato. Nessuna lista enciclopedica, nessuna dettagliata cronologia da Wikipedia avrebbe potuto spiegare quegli occhi.....Non ha aperto bocca......ho capito veramente cosa è stata la tragedia del Vajont più in quel minuto di silenzio che in tutte le 3 ore di visita guidata. Anche se all'epoca aveva solo 6 anni e il suo ricordo di quella sera è molto vago, ha subìto le influenze e gli stati d'animo di genitori e fratelli maggiori per molti anni a venire. La mia mente va ovviamente a tutte le vittime ma un pensiero meritano anche coloro che sono sopravvissuti e che hanno perso un genitore, un figlio o una figlia, un fratello o una sorella, un marito o una moglie, un fidanzato o una fidanzata....... o, come spesso è successo, più membri della stessa famiglia........famiglie decimate.....Ho pensato per un istante a tutti coloro che sono sopravvissuti....un dolore indicibile che sconfina in rabbia per come delle vite umane siano state messe in secondo piano rispetto al potere dello sviluppo economico a tutti i costi. Fatalità? Vendetta? Perdono? Giustizia?.....provo ad immaginare il loro sentimento prevalente. Non può esserci perdono se non c'è giustizia. Non mi posso vendicare se la considero una fatalità. Ma quello che è certo è che non è possibile trovare Pace senza la Verità. A distanza di molti anni ormai, siamo venuti a conoscenza di tutta la verità, ma finché c'è ancora qualcuno che alla domanda "cosa ti ricordi di quella sera" ti risponde con un minuto di silenzio e gli si riempiono gli occhi di lacrime, beh, vorrà dire che ancora non si è trovata pace.

Chiudo con una foto che vuole essere di speranza. Lo smottamento ha causato la distruzione di migliaia di alberi. In una piccola zona ai lati dell'enorme frana, alcuni di loro, nonostante l'inclinazione quasi orizzontale e le radici quasi divelte, hanno avuto la forza di reagire al disastro e la loro tenacia ha trovato la rinascita trasformando quelli che erano semplici rami in nuovi alberi pieni di vita.

Ringrazio di cuore la nostra guida (chiedo perdono se non ne ricordo il nome) per l'emozione che ci ha suscitato durante tutto il tour.

http://www.parcodolomitifriulane.it/visite-guidate/percorso-coronamento-diga-del-vajont/