Splendida invernale al RIF. CALVI (2006 m) da Carona il 15 febb.2020

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PERCORSO

Difficoltà: E con scarponi invernali e ramponi necessari

Dislivello: complessivo in salita e discesa: 1022 m

Distanza: Km 17,21 (Wikiloc)

Tempi: Circa tre ore abbondanti di salita e due ore e mezza di discesa

Attrezzatura: scarponi invernali e ramponi per neve dura e tratti ghiacciati a bassa quota (non necessarie ghette)

Per vedere tutto il percorso con Google Street View Trekker clicca qui

E’ la terza volta che salgo al Rifugio Calvi in invernale solitaria.

Anche stavolta, decidendo all’ultimo momento, parto da solo.

La mattina di sabato 15 febb. 2020, dopo essermi accertato che, annunciata una bellissima giornata non fredda, posso salire senza problemi anche per la traccia presente fatta nei giorni precedenti da escursionisti, ciaspolatori e sci-alpinisti, mi avvio in auto da Zogno e salgo a Carona.

Parcheggiata l’auto (ticket-‘gratta’ di 2€) al curvone appena sopra l’abitato di Carona (1222 m), mi incammino sulla strada sterrata ENEL per la diga di Fregabolgia e il Rif. Calvi (sent. CAI 210).

Fino a Pagliari strada sgombra da neve, da Pagliari (1315 m) fino alla Cascata di Valsambuzza la stradetta è ricoperta per alcuni tratti da neve ghiacciata e ghiaccio anche vivo per cui calzo subito i ramponi.

Dalle cascate di Val Sambuzza ancora brevi tratti di neve ghiacciata.

Dalla Baita Birone il fondo migliora divenendo di neve dura con percorso ben tracciato.

Man mano salgo il livello della neve aumenta progressivamente, mantenendosi la neve bella.

Non sono solo, è sabato e molti escursionisti e sci-alpinisti salgono alla conca del Calvi.

Superata la bella conca del Lago del Prato (1645 m), proseguo per la diga di Fregabolgia, che raggiungo dopo due ore e mezza di cammino da Carona, superando con attenzione, poco sopra Lago del prato, una slavina di medie dimensioni.

Con altra mezz’oretta di cammino, sempre calzando ramponi, superata la diga, prestando attenzione sullo stretto sentiero tracciato nella neve sul ripido pendio del bacino del lago sottostante vuoto d’acqua d’inverno , raggiungo il Rifugio Calvi (2006 m).

Il cielo si mantiene terso di un blu intenso, splende un bel caldo sole, la luce è abbagliante.

Sosto per il pranzetto al sacco al rifugio in compagnia di altri escursionisti.

Mi attardo poi per un bel po’ a godermi lo splendido panorama e a scattare fotografie sulla conca del Calvi ammantata di neve ed i suoi rinomati monti, ormai tutti saliti, come il Pizzo del Diavolo di Tenda, l’Aga, il Venina, il Masoni, il Grabiasca, il Poris, il Reseda, il Madonnino, il Cabianca, …

Poi scendo con calma godendomi lo spettacolo della corona di monti della conca del Calvi illuminati dal sole tardo pomeridiano e, seguendo il percorso di salita, raggiungo Carona verso il tramonto, contento della bellissima escursione al Rif. Calvi che mi ha regalato per la terza volta splendidi panorami!