ZUCCO BARBESINO (2154 m) dai Piani di Ceresola e di Bobbio (6sett21)

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ZUCCO BARBESINO (2154 m) dai Piani di Ceresola e di Bobbio (6sett21)

Lo Zucco Barbesino sorge a sinistra del più blasonato Zuccone Campelli. L’intero anfiteatro del Campelli, di cui anche lo Zucco Barbesino fa parte, ha pareti dall'aspetto chiaramente dolomitico, con la possibilità di osservare numerose doline, torrioni e altri punti di notevole interesse geomorfologico. Belli i contrasti tra il colore verde dei prati e il grigio emergente delle rocce. Lo Zucco Barbesino è un ottimo balcone per ammirare soprattutto i vicini bastioni del Campelli e dello Zucco Pesciola. Per la maggiore facilità di accesso rispetto al Campelli, quindi, risulta essere la meta più indicata per chi volesse avvicinarsi per la prima volta a questo massiccio scosceso e severo, vicino al comprensorio sciistico dei Piani di Bobbio.

Percorso:

Salita

Piani di Ceresola (parcheggio-piazzale col Rif. Trifoglio, 1350 m) > Stradetta-scorciatoie > Piani di Bobbio-Rif. Lecco (1780 m) > Sentiero con partenza all’altezza dell’arrivo della seggiovia dei Camosci > Zucco Barbesino (2154 m) >

Discesa sul percorso di salita in senso inverso, eccettuando il tratto dei Piani di Bobbio, salito e disceso su percorsi diversi anche se paralleli tra loro

Difficoltà: E (escursionistico) con brevi passaggi su facili roccette

Dislivello positivo: 833 m ; dislivello negativo – 800m

Distanza: 9,24 km

Tempo di percorrenza 5 ore circa, 3 in salita 2 in discesa

Acqua assente, rifornirsi alla partenza o al Rif. Lecco

Punto d’appoggio: Rif. Lecco e altri appoggi ai Piani di Bobbio – Rif. Trifoglio alla partenza/ritorno

Lunedì 6 settembre, la mia quinta salita sullo Zucco Barbesino!

La giornata prevista con nubi sparse, sarà veramente tale con nubi proprio sulla cima dello Zucco Barbesino e cime circostanti.

Parcheggiata l’auto ai Piani di Ceresola di Valtorta (Rif. Trifoglio, 1350 m) imbocco la stradetta per i Piani di Bobbio, che utilizzo solo per brevi tratti, preferendo seguire i sentieri-scorciatoie che seguono il tracciato della valletta erbosa (d’inverno pista di sci) discendente dai Piani di Bobbio.

Salgo in circa un’oretta ai Piani di Bobbio da dove, per sentierino segnalato in saliscendi a tratti impegnativo alle pendici del Barbesino raggiungo le pendici occidentali del Barbesino all’altezza dei piloni della seggiovia Camoscio di fronte al Rif. Lecco (1780 m)..

Salgo in traverso a vista per pratoni ad agganciare il sentiero (non segnalato, ma facilmente riconoscibile ) per lo Zucco Barbesino che parte dal casello dell’arrivo della seggiovia ‘Camosci’.

Agganciato per scorciatoia a vista il sentiero per il Barbesino in breve salita mi ritrovo sull'orlo di una grande dolina dove inizia lo spettacolo sui fianchi erbosi della montagna di fioriture di Gentianella anisodonta, spettacolo che mi accompagnerà per tutto il percorso di salita-discesa dal Barbesino.

Da qui in avanti il sentiero, mai troppo ripido, si trasforma in una serie di labili tracce da individuare e seguire tra pratoni e roccioni.

Sullo spallone il sentiero sparisce per un attimo nell'erba, ma poi ricompare ben visibile, segnalato da segnavia bianco-rossi un po’ consunti.

Man mano salgo il panorama si allarga sempre di più e sono talmente occupato nello scattare foto soprattutto alle numerose fioriture di Gentianella anisodonta che la mia velocità di salita rasenta quella delle lumache.

Supero un paio di lunghi dossi passando tra i pinnacoli rocciosi di una caratteristica valletta.

E allora su ancora un pezzettino e poi un altro ancora, mentre i panorami si allargano a dismisura, anche se le nubi sparse annunciate dall’alto si abbassano sui fianchi alti del Barebesino e cominciano anche a nascondere le cime delle montagne circostanti.

Salgo ancora un po’ e le nubi basse ormai avvolgono la cima del Barbesino.

Arrivo sulla cresta sommitale dopo un paio di passaggi un po’ impegnativi, ma ben superabili.

Pochi metri di prato e sono sulla cima, segnalata anni fa da un modesto omino di sassi, ora invece, da circa tre anni, da una bella crocetta, posta da escursionisti di Treviolo in memoria di un caro amico (2154 m).

Di fronte a me il gemello-dirimpettaio Zuccone Campelli (2159 m) la cui cima e gli imponenti bastioni compaiono a tratti liberi dalla nebbia.

Fatte le foto di vetta, mi godo un buon pranzetto al sacco.

Poi scendo seguendo il sentiero normale, lasciando perdere la scorciatoia iniziale fatta in salita.

Quindi raggiungo la partenza del sentiero all’altezza dell’arrivo della seggiovia dei Camosci per poi abbassarmi nelle vicinanze del Rif. Lecco per agganciare sulla stradetta gippabile sulla destra il sentiero che, scorrendo ai margini dei pascoli dei piani, mi riporta al sentiero di discesa a Ceresola-Rif. Trifoglio.

Bel ritorno per la quinta volta sul Barbesino, questa volta con la presenza delle nubi sparse sulla cima del Barbesino ma godendo, come la volta precedente, dello spettacolo delle numerose fioriture di Gentianella anisodonta. Escursione non banale, di tutto rispetto e appagante!

Il Barbesino è una bella montagna ingiustamente trascurata, molto più abbordabile di quanto lascerebbero intendere i suoi dirupati fianchi.