Primula albenensis (Primula del Monte Alben) – 12magg22

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Il mio primo incontro con la Primula albenensis (Primula del Monte Alben) in Val del Riso in due tappe:

1 - nei pressi del Bivacco Plana (1280 m) partendo da Chignolo d’Oneta (850 m) e

2 - nella Val Gerona alla ‘S-cepa dol gerù’ (1220 m) partendo dal Santuario della Madonna del Frassino d’Oneta (954 m) il 12 maggio 2022.

Prima tappa in mattinata

Salita: Chignolo d’Oneta (850 m) > Sent. 526 > Bivacco Plana (1280 m)

Discesa: stesso percorso in senso inverso

Dislivello: 450 m

Difficoltà: escursionistica

Distanza: km. 6,50

Tempi: complessive due ore e mezza

Seconda tappa nel pomeriggio

Salita: Santuario Madonna del Frassino d’Oneta (954 m) > Sentiero segnalato Val Gerona-Monte Alben fino alla ‘S-cepa dol gerù’ (1220 m)

Discesa: stesso percorso in senso inverso

Dislivello: 266 m

Difficoltà: escursionistica con tratto su macereto sassoso

Distanza: Km 4

Tempi: complessive due ore e mezza

Da tempo desideravo vedere di persona la Primula albenensis (Primula del Monte Alben) !

Stavolta ce l’ho fatta e in solitaria, seguendo le preziose indicazioni da varie fonti, che mi hanno permesso di avere il mio primo incontro diretto con la famosa bella Primula albenensis.

Specie endemica estremamente rara, presente in Alben sulle pendici nord-orientali del Monte Alben, dove il bellissimo endemismo è stato scoperto nel 1988, in parecchie stazioni della Valle d’Ancogno (scoperta dopo il 1993) e in pochissime altre stazioni comprese tra queste due aree.

Il fiore predilige rupi verticali al riparo dalla luce diretta del sole.

Sono andato a vedere dal vivo le Primula albenensis nel suo ambiente naturale sulle pendici nord-orientali del Monte Alben nella Valle del Riso in due tappe, una al mattino, quella del Bivacco Plana (1280 m), e una al pomeriggio, quella della Val Gerona alla ‘S-cepa dol gerù’ (1220 m), godendomi così la bella giornata del 12 maggio 2022 in compagnia della mitica Primula.

Riporto sintetica descrizione , tratta da ‘Aquile rampanti’ che ringrazio e a cui rimando per altri approfondimenti

http://www.clubaquilerampanti.it/Primula%20del%20Monte%20Alben.htm

Nome scientifico: Primula albenensis Banfi & Ferlinghetti

Famiglia: Primulaceae

Habitat naturale: Fessure, nicchie, rupi, forre, anfratti rocciosi strapiombanti su roccia calcareo-dolomitica, in ambiente solitamente umido e ombreggiato e in posizioni generalmente rivolte a settentrione da 670 a 2000 metri. Si tratta di un bellissimo quanto raro stenoendemismo insubrico con areale estremamente ristretto. La scoperta è avvenuta nel 1988 ad opera di Enrico Banfi e Renato Ferlinghetti sulle pendici del Monte Alben (Valle del Riso – Val Gerona), tuttavia solo nel 1993 Primula albenensis è stata riconosciuta come nuova specie. Successivamente è stato trovato un secondo areale in Val d’Ancogno (Valtorta) distante 20 km in linea d’aria dal Monte Alben (Monte Aralalta, Monte Cantarso, Val Gazzonera). I due areali sono divisi da ben tre valli (Val Brembana, Val Parina e Val Serina); soltanto nel 2000 si è dimostrato, ad opera del F.A.B. che l’areale è unico con piccole presenze intermedie poste in posizione impervia ad unire le due stazioni scoperte inizialmente. Primula albenensis e Linaria tonzigii sono gli unici due endemismi, in senso stretto, della provincia di Bergamo.

Periodo di fioritura: Da aprile a giugno. Le stazioni in Val d’Ancogno fioriscono precocemente (aprile) in quanto la pianta scende in esse alla quota minima di m 670 (Bosco del Romallo); sul Monte Alben le stazioni sono collocate oltre i 1150 metri spingendosi fin verso i 2000 metri di conseguenza, salendo in quota, la fioritura è più tardiva terminando nel mese di giugno.

Descrizione della pianta: Pianta erbacea perenne alta 3 – 7 cm con foglie esterne da orbicolari ad obovate larghe 1,2 – 1,7 cm e lunghe 1 – 3 cm e foglie interne da obovate ad oblanceolate larghe 2 – 3,5 cm e lunghe 6 – 7 cm. Il margine è crenato nella zona apicale e la lamina si stinge in un picciolo alato. Da segnalare la presenza, su tutte le parti aeree della pianta e su entrambe le pagine fogliari di un’intensa villosità con tre tipi di peli: 1) semplici, 2) ghiandolari, i quali determinano la secrezione di una sostanza glutinosa e di conseguenza il caratteristico profumo che tende a persistere anche dopo che la pianta si è seccata e 3) a “batuffolo o cespuglio” a determinare l’aspetto fortemente farinoso che contraddistingue la specie. I fiori sono raccolti in ombrelle con 2 – 12 elementi sostenuti da peduncoli debolmente angolosi lunghi 6 – 10 mm. I petali presentano colore tra il rosato – porporino e il violetto con abbondante farinosità alla fauce. Il calice, anch’esso fortemente farinoso, è uguale alla capsula o appena più lungo con denti da ottusi a subacuto-apiculati.

Note: Specie protetta dalla regione Lombardia.

Rimando anche a Orobie.it che ringrazio per l’itinerario della Primula albenensis in Val Gerona alla ‘S-cepa dol gerù’ (1220 m) al seguente link:

https://www.orobie.it/itinerario/2022/05/in-valle-del-riso-ad-ammirare-la-primula-dellalben/40541/

Ringrazio pure gli amici che con le loro pubblicazioni in Facebook (Gianantonio Leoni, Ettorina Bianchi, ...) mi hanno dato l’input.

Mio percorso nella bella giornata del 22 maggio 2022.

PRIMA TAPPA, mattina

Di buon mattino raggiungo provenendo dalla Val Serina e scendendo dal Passo di Zambla Chignolo d’Oneta (850 m).

Parcheggiata l’auto presso la chiesa dove termina la strada, seguendo le indicazioni per il Bivacco La Plana (sent. 526) salgo la ripida stradetta tra le ultime case del paese per poi in saliscendi tra verdi prati ed isolate baite, seguendo le chiare indicazioni del sent. 526-Bivacco Plana e percorrendo il sentiero-carrareccia con davanti i contrafforti rocciosi del Monte Alben, passare su sentiero con fondo ghiaioso ma ben battuto sino a guadagnare un pianoro dove una tabella informativa segnala la presenza in zona della bellissima Primula albenensis. Procedendo per buon tratto in piano il tracciato si incunea nel profondo vallone per poi proseguire su sentierino stretto senza sosta sino al bivacco. Il percorso si sviluppa, semplice e ben marcato, nel folto del bosco. A circa ore 1,30 dalla partenza il sentiero esce dal bosco raggiungendo il bellissimo terrazzo erboso che accoglie il Bivacco La Plana (m 1280) con a fianco una piazzola d’atterraggio .Si tratta di una bella costruzione in muratura, sempre aperta, che offre un eccellente riparo in caso di maltempo e un ottimo punto in cui riposarsi dalla salita. Splendido il panorama, aperto su un vasto settore delle Alpi Orobie.

Al bivacco incontro Andrea e Chiara, di Brescia, saliti al bivacco, anche loro, per fotografare la Primula albenensis.

Insieme andiamo a fotografare la bellissima endemica primula , percorrendo sulla sinistra brevissimo tratto del sentiero 526A.

Sotto un’imponente parete calcarea dove la luce del sole non compare mai ci si presentano numerose fioriture della Primula albenensis, inconfondibile per le sue corolle violacee che sembrano letteralmente scaturire dalla roccia viva.

Ci dilunghiamo nel fotografare , gli scatti si susseguono mentre lo zoom va alla ricerca delle primule poste in alto sulle pareti rocciose.

Oltre alla violacea Primula albenensis ci si presenta anche la bella gialla Primula auricula (Primula orecchia d’orso).

Mentre poi Andrea e Chiara con la bella cagnolona Bati proseguono per il Monte Segretondo, io rientro al bivacco e mi godo un buon pranzetto al sacco prima di scendere a Chignolo, rifacendo il medesimo percorso di salita in senso inverso.

SECONDA TAPPA, pomeriggio

Rientrato a Chignolo, in auto percorro i 13.50 km che mi separano dal Santuario della Madonna del Frassino d’Oneta.

Lasciata l’auto nel capiente parcheggio, salito al Santuario, fatta breve visita al bel Santuario, mi avvio seguendo le chiare indicazioni per Val Gerona-Monte Alben. Per info vedi il sito della Madonna del Frassino d’Oneta:

https://it.wikipedia.org/wiki/Santuario_della_Madonna_del_Frassino_(Oneta)

Seguo il servizio pubblicato sul sito e sulla rivista di Orobie.it, che ringrazio e a cui rimando:

“In Valle del Riso ad ammirare la Primula dell’Alben” - ‘La S-cepa fiorita’

https://www.orobie.it/itinerario/2022/05/in-valle-del-riso-ad-ammirare-la-primula-dellalben/40541/

Rispetto al percorso segnalato dal servizio di Orobie, devo annotare che, all’avvio del percorso per la Val Gerona, seguendo le indicazioni di una persona in loco, son salito in Val Gerona non dal sentiero facile consigliato , ma percorrendo a gran fatica la valletta ghiaiosa dal punto in cui incrocia la stradetta per Chignolo.

Sta di fatto che ho risalito a fatica la valletta tra macereti e cespuglieti fino a raggiungere e scoprire il giusto sentiero nel punto in cui questo, uscito dal bosco, sale il vasto ghiaione-macereto pietroso della Val Gerona.

Quindi, contento di risalire la Val Gerona sul giusto sentiero, lo risalgo a zig-zag fino all’unica grotta sulla sinistra, la «S-cèpa dol gerù», intorno a quota oltre 1.200 metri e a due chilometri dalla partenza.

A questo punto , seguendo le labili tracce nel ghiaione di chi mi ha preceduto, salgo alla «S-cèpa dol gerù», segnalata dal mio GPS a quota 1220 m.

Evvia a fotografare anche qui, come al Bivacco Plana, ma con minor luce, le fioriture di Primula albenensis, poste sulle rocce della grotta.

Compiuta l’esplorazione nella «S-cèpa dol gerù», per il rientro alla Madonna del Frassino, seguo il giusto sentiero segnalato nel ghiaione con evidenti ometti per poi proseguire su sentierino nei boschi fino a rientrare con poca fatica alla Madonna del Frassino.

Alla fine, mentre il sole si abbassa sulle creste rocciose dell’Alben, posso dire ‘missione compiuta’ !

Rientrato al Santuario, dopo un ultimo saluto alla Madonna del Frassino, contento di aver fotografato in lungo e in largo la ‘Primula albenensis’ nella sua collocazione originaria sulle pendici nord-orientali del Monte Alben nella Valle del Riso alla quota di 1220-1280 m., rientro a casa.

Buona lettura e visione nonché escursione !