Articolo

IL MISTERO DELLE OCHE DI PIETRA CHE SI MUOVONO

15 Maggio 2013 / 15:13
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Scritto da Redazione Orobie
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IL MISTERO DELLE OCHE DI PIETRA CHE SI MUOVONO

15 Maggio 2013/ 15:13
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A Varese come alla corte di Luigi XIV di Francia, dove le papere facevano sorridere sua maestà. A molti, abitanti del quartiere di Bosto e non, sarà capitato in questi ultimi mesi di passare per via Limido e di dare una sbirciata al civico 30, dove ci sono alcune grandi oche bianche.
Anche i vicini di casa si sono appassionati alla vita di quelle oche, che trascorrono il giorno immobili come statue, ma che ogni volta che le si cerca nel giardino della villa sono in un posto diverso. «Sono vere o sono finte?» 
E c'è persino chi ha invitato alcuni amici a casa per spiare le oche e, binocolo alla mano, capire come mai siano così ferme e, nello stesso tempo, mai allo stesso posto. Adesso il proprietario della villa ha deciso di svelare il mistero: «Ho voluto divertire gli abitanti di Bosto con lo stesso stratagemma usato dai giardinieri di Luigi XIV per stupire il loro re». Si racconta, infatti, che Luigi XIV ogni mattina, al risveglio, si affacciasse sul giardino della sua reggia e si intrattenesse a cercare le oche. Al re, forse un mancato etologo, piaceva vedere come i pennuti se ne stessero al sole nelle giornate d'estate e rifugiati sotto cespugli e alberi in quelle di pioggia. Ignorava sua maestà che quegli uccelli erano di pietra e che venivano spostati dai servi apposta per intrattenerlo.
Per rendere lo scherzo più attinente all'epoca che lo ha ispirato, l'avvocato burlone è andato a prendere le oche in una villa Napoleonica che si affaccia sul lago di Como. E ora si scusa dicendo: "Spero di aver fatto divertire i vicini proprio come i cortigiani con il re".