Articolo

AL GLENO NATURA E MEMORIA

19 Luglio 2013 / 16:30
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Scritto da Redazione Orobie
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AL GLENO NATURA E MEMORIA

19 Luglio 2013/ 16:30
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Scritto da Redazione Orobie

È un'immagine nota quella scelta per la copertina di luglio. La diga del Gleno con il suo terribile squarcio. Una ferita profonda che, a novant'anni dal tragico crollo, non si è ancora rimarginata. È il 1° dicembre 1923, quando alle 7,15 del mattino, le arcate centrali della diga ancora in costruzione crollano. Sei milioni di metri cubi di acqua fango e detriti precipitano a valle e impiegano 45 minuti per giungere nel lago di Iseo, dopo avere seminato devastazione e morte: 356 sono le vittime ufficiali ma un numero certo non è mai stato dato, c’è chi parla di quasi 500 vittime. Un'eredità pesante che nessuno ha dimenticato, ma che la natura grazie alla sua infinite capacità di rigenerarsi, ha in parte alleviato. Almeno l'ambiente ha ritrovato un suo equilibrio. Resta la ferita in quel gigantesco muro costruito senza alcuna perizia dall'uomo. Un monito. Perché certi mostruosi episodi non si ripetano mai più.  

 

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