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Premio Cala Cimenti a Della Bordella

08 Agosto 2022 / 11:15
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1869
Scritto da Redazione Orobie
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Premio Cala Cimenti a Della Bordella

08 Agosto 2022/ 11:15
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Scritto da Redazione Orobie

Il «maglione rosso» dei Ragni di Lecco Matteo Della Bordella è il vincitore della seconda edizione del premio Cala Cimenti, istituito alla memoria dell’alpinista e scialpinista morto nel febbraio 2021 mentre sciava in alta Valle di Susa, travolto da una valanga in un canalone di Cima del Bosco insieme a Patrick Negro.

Il riconoscimento a Della Bordella, per altro fresco dell’apertura della nuova via «Valore Alpino» in Perù, ai 6.344 metri del Siula Grande, sulla parete est, è stato motivato «per l’incredibile soccorso effettuato sul Cerro Torre» nel gennaio 2022 agli amici Tomy Aguilo e Korra Pesce, «dimostrazione assoluta di forza, coraggio, altruismo e solidarietà».

La consegna del riconoscimento a Matteo Della Bordella, nato e cresciuto a Varese e dal 2006 membro del Gruppo dei Ragni di Lecco, avverrà sabato 3 settembre alle 21 al Frasassi climbing festival.

Questa la ricostruzione dei drammatici momenti del soccorso del gennaio 2022 sul Cerro Torre (vedi anche il nostro post), all’origine dell’assegnazione del premio Cala Cimenti 2022: «Conoscendo bene quella parete e pur essendo estremamente provato dalla nostra salita, mi metto al comando della cordata di soccorso. Dietro a me l’alpinista svizzero Roger Schali, quindi il tedesco Thomas Huber, infine l’argentino Roberto Treu. In circa 3 ore ripercorriamo i 7 tiri della nostra via fino a nevaio triangolare, quindi con una traversata di 60 metri raggiungiamo Tomy. Quando finiamo di mettere in sicurezza Tomy e farlo scendere, accompagnato da Thomas Huber e Roberto, è già passata la mezzanotte. Si è alzato un vento fortissimo, la temperatura è precipitata. Io e Roger siamo soli sulla montagna con una sola corda a disposizione, cerchiamo di chiamare o avere notizie su Korra, ma non riceviamo alcun segnale. [...] Quando, inizio ad avere alcuni svarioni, non sentire più i piedi dal freddo e sentire una musica nella mia testa, capisco che è il momento di scendere, perché a malapena potrei badare a me stesso in quelle condizioni. La decisione è amara, ma purtroppo siamo già ben oltre i nostri limiti fisici e psicologici, capiamo che Korra resterà per sempre su quella montagna».

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