Itinerario E

In vetta al Venerocolo

  • Escursionismo
01 Agosto 2019 / 17:15
0
1
2106
Scritto da Redazione Orobie
Itinerario

In vetta al Venerocolo

01 Agosto 2019/ 17:15
0
1
2106
Scritto da Redazione Orobie
Itinerario

In vetta al Venerocolo

01 Agosto 2019/ 17:15
0
1
2106
Scritto da Redazione Orobie

Il percorso

È un’«Alba d’emozioni» quella che propone la rivista Orobie di agosto 2019. Si riferisce all’appuntamento che da qualche anno si ripete a metà mese sulla vetta del Venerocolo, a quota 3.323. E sono sempre di più le persone che si ritrovano lassù ad ammirare l’arrivo di un nuovo giorno. Escursionisti provenienti pure da fuori regione, sui sentieri della Prima guerra mondiale, tra creste e ghiacci del gruppo dell’Adamello, in Valle Camonica.

A raccontare su Orobie il momento indimenticabile del sorgere del sole (nella foto sopra) è Massimo Sonzogni, con le fotografie di Dario Bonzi

Guarda anche la video-intervista al rifugista Odoardo Dado Ravizza.

Ecco come raggiungere la meta

Con l’auto, all’altezza di Temù (Brescia), ci si addentra in valle d’Avio. Dopo circa 6 chilometri, quasi tutti su strada sterrata e sconnessa che si stacca sulla sinistra, si giunge a malga Caldea (1.584 m) dove parcheggiamo. 

Il sentiero che si percorre è quello storico, seguito dagli alpini della Grande guerra. Ci incamminiamo sulla stradina di servizio degli invasi artificiali (segnavia 11), che sale a tornanti tra boschi sempre più radi, con il panorama che spazia sulla bassa valle d’Avio e sulla valle Camonica. In circa 1 ora si arriva al piazzale delle dighe, a monte del laghetto dell’Avio. Si segue la sterrata che, costeggiando i laghi dell’Avio (1.910 m) e Benedetto (1.932 m), si inoltra con una debole pendenza verso la testata della valle.

Poco prima di arrivare in fondo al lago d’Avio, a destra imbocchiamo il sentiero (segnavia 1, alta via dell’Adamello, e segnavia 11) che prende quota attraversando l’ultimo tratto di bosco. Eccoci nella piana di malga Lavedole (2.048 m), dopo quasi 2 ore dalla partenza. In alto, davanti a noi, vediamo la diga del lago Venerocolo e la parete nord dell’Adamello, mentre a destra la diga del lago Pantano, sotto cima Plem, e le vette del gruppo del Baitone. Seguiamo le indicazioni per il rifugio Garibaldi, continuando a sinistra, con il percorso che si fa via via più ripido. 

Affrontiamo il tratto detto «il Calvario», così denominato dai militari in tempo di guerra. Un ambiente roccioso ci conduce verso la diga del lago artificiale del Venerocolo dove, a breve distanza, sorge il Garibaldi, che si raggiunge dopo essere passati a fianco della chiesetta della Madonna dell’Adamello. Per i meno esperti e allenati il consiglio è di dividere l’escursione in due giorni pernottando al rifugio.

Poco prima abbandoniamo il sentiero 11 per immetterci sul 42 che, tra sfasciumi, ci permette dopo altre 2 ore di cammino di affacciarci sul passo del Venerocolo (3.136 m). La punta omonima non è lontana (3.323 m) e la raggiungiamo, tra rocce e senza troppe difficoltà, in una quarantina di minuti. Il panorama è di quelli che lasciano a bocca aperta.