Itinerario E

Da Valmadrera all’alpe di Pianezzo

  • Escursionismo
  • 2 ore 15 minuti
22 Novembre 2019 / 11:45
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Scritto da Redazione Orobie
Itinerario

Da Valmadrera all’alpe di Pianezzo

22 Novembre 2019/ 11:45
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Itinerario

Da Valmadrera all’alpe di Pianezzo

22 Novembre 2019/ 11:45
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Il percorso

Anche nella stagione fredda 2019-2020 la rivista Orobie propone una serie di servizi dedicati ai «Rifugi d’inverno». E la prima puntata, sul numero di novembre 2019, è stata dedicata al Sev. Si tratta di una casa alpina con vista su «Quel ramo di lago di Como...» di manzoniana memoria. È all’alpe di Pianezzo, nel Comasco, gestito dai soci della lecchese Sev-Società escursionisti valmadreresi. Il servizio su Orobie è firmato da Massimo Sonzogni, mentre le fotografie sono di Paolo Ortelli.

Guarda l'animazione 3D di Relive:


Sono diversi i tracciati che portano al rifugio Sev all’alpe di Pianezzo, una splendida balconata naturale che si apre sul lago di Como. Abbiamo optato per l’itinerario numero 7 che sale da Valmadrera, lungo il versante lecchese. Raggiunta la località Belvedere (315 metri di altitudine) abbiamo lasciato l’auto in via San Carlo Borromeo: i posti a disposizione sono limitati ed è necessario fare attenzione ai divieti.

La salita all'alpe Pianezzo e al rifugio Sev (foto di Paolo Ortelli tratta dalla rivista Orobie di novembre 2019)

Ci si incammina su una stradina acciottolata che, quasi subito, porta alla cappelletta Vars (Valmadrera associazione ragazze sportive). Non si fa altro che immettersi a destra sul sentiero numero 7, che sale nel bosco tra il corno di Canzo orientale, il corno Rat e il monte Moregallo. Si prende quota regolarmente nella valle di Sant’Antonio, l’itinerario è ben segnalato ed è impossibile sbagliare pur in presenza di varie diramazioni.

L’escursione, tra la tipica vegetazione prealpina, è caratterizzata dalla presenza di «casote» e caselli del latte. Le prime, sono piccole strutture in pietra utilizzate come riparo dai contadini in caso di maltempo, o come deposito per fieno e attrezzi. Le seconde, servivano invece per la stagionatura dei formaggi.

Raggiunta la fonte di Sambrosera (716 metri), ideale punto di sosta, la pendenza aumenta leggermente, ma non è mai troppo impegnativa. Prendiamo quota con, sulla sinistra, la parete rocciosa del corno di Canzo orientale e raggiungiamo la bocchetta di Moregge (1.110 metri). Le fatiche sono ormai al termine e, continuando a sinistra, con un dislivello davvero poco impegnativo eccoci al rifugio Sev.

Per la discesa il consiglio è di lasciarsi guidare dal segnavia numero 4 che, passando dalla bocchetta di Luera (1.209 metri), raggiunge la sorgente Acqua del Fo e per la valle Gatton conduce alla bella località di San Tomaso, con il ristoro e la chiesetta affacciati sui laghi della Brianza. Da qui in breve tempo si è di nuovo in località Belvedere.