Itinerario T

Nella Riserva del lago di Sartirana

  • Escursionismo
28 Febbraio 2020 / 10:45
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Scritto da Redazione Orobie
Itinerario

Nella Riserva del lago di Sartirana

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Nella Riserva del lago di Sartirana

28 Febbraio 2020/ 10:45
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Il percorso

Un’escursione nel Lecchese, sul lago di Sartirana, a Merate, dove ogni anno si assiste a uno spettacolo della natura davvero particolare, quello della danza nuziale degli svassi innamorati. Un momento che richiama gli appassionati di fotografia e i naturalisti, con giorni e giorni di appostamento nella piccola riserva per poterlo documentare. Come ha fatto per la rivista Orobie Matteo Capelli, autore del testo e delle fotografie pubblicati nel numero di febbraio 2020Capelli ha immortalato gli svassi durante il corteggiamento, al momento del dono nuziale e poi, nelle settimane successive, nelle fasi della cova, della schiusa e dello svezzamento dei pulcini.

Quella di Sartirana è una Riserva naturale parziale biologica. Ha una superficie di 27,58 ettari ed è posta a 318 metri di altitudine. Ente gestore è il Comune (telefono 039.59.151 - mail [email protected]). Riconosciuta dalla Regione nel 1983, dal 2003 è un Sic-Sito di interesse comunitario nell’ambito dell’Unione europea. L’accesso è consentito tutto l’anno a eccezione del periodo di riproduzione degli animali, dal 1° aprile al 15 giugno. Dal 16 giugno al 31 marzo l’ingresso all’area è libero dalle 6 alle 22. Un sentiero di circa due chilometri si sviluppa intorno al lago. Si possono richiedere visite guidate all’ente gestore. Per le attività di studio e ricerca è disponibile un capanno di osservazione ornitologica.

L’itinerario 1 comprende i punti di maggior interesse paesaggistico e naturalistico. Si accede al sentiero alla destra della località Foce e, in senso antiorario, si giunge in breve nell’area didattica e di fruizione. Proseguendo, si arriva allo slargo del Bagnolo da dove si scorge il panorama sull’intero specchio d’acqua, su Sartirana e sulle Prealpi. Il sentiero lambisce l’abitato di Cassina Frà Martino, quindi raggiunge una zona paludosa e l’area delle Pozze, con la presenza di risorgive. Più avanti si costeggiano le isole maggiori, popolate da varie specie di uccelli. L’anello si chiude a Palazzo reale, nei pressi della Foce, il punto di partenza.

Anche il percorso naturalistico 2 consente di osservare e apprezzare le bellezze dei luoghi della riserva. Cartelli numerati descrivono le caratteristiche paesaggistiche o naturalistiche che si possono vedere dai diversi punti. Così, strada facendo, si fa la conoscenza di ninfee (Nymphaea alba), cipressi calvi (Taxodium distichum), ontani neri (Alnus Glutinosa), canne di palude (Phragmites australis), salici bianchi (Salix alba) e castagne d’acqua (Trapa natas). Ma anche dei monti che coronano la riserva: Resegone, Grignetta, Albenza e Crosaccia.