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Scialpinismo: dai Forni al Tresero

  • Scialpinismo
  • 4 ore
07 Febbraio 2020 / 12:30
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1756
Scritto da Redazione Orobie
Itinerario

Scialpinismo: dai Forni al Tresero

07 Febbraio 2020/ 12:30
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Scritto da Redazione Orobie
Itinerario

Scialpinismo: dai Forni al Tresero

07 Febbraio 2020/ 12:30
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Scritto da Redazione Orobie

Il percorso

Una delle firme che non manca mai sulla rivista Orobie durante l’inverno è quella di Cesare Pisoni. Sempre pronto, in coppia con il fotografo Matteo Zanga, a proporre itinerari spettacolari con la sua tavola da snowboard. Questa volta ci porta in Valtellina, sul pizzo Tresero, percorso che racconta sulla rivista di febbraio 2020. Con il ct della Nazionale italiana della specialità saliamo ai 3.594 metri di una delle più belle montagne delle Alpi Retiche meridionali. Dal rifugio Forni passiamo sull’omonimo ghiacciaio, pronti a restare incantati dal panorama ma anche dalla discesa.

L'apertura del servizio con lo snowboard sul pizzo Tresero, curato da Cesare Pisoni e dal fotografo Matteo Zanga sulla rivista Orobie di febbraio 2020

Arrivati in auto a Santa Caterina Valfurva, continuiamo a guidare fino al parcheggio del rifugio Forni (2.178 metri) lungo la valle omonima. Non dimenticatevi di acquistare il pass all’emettitrice automatica in località La Fonte a Santa Caterina. Lo si trova anche all’ufficio turistico e in alcuni bar e ristoranti del paese, oltre che nei rifugi Stella Alpina e Forni

La salita verso il Tresero comincia oltrepassando il ponticello sul torrente Frodolfo. Seguiamo le indicazioni per il sentiero glaciologico e, proseguendo verso est, risaliamo la valle mantenendoci sulla destra. Ci ritroveremo così ai piedi di un evidente canalone, che scende dal versante alla nostra destra. L’imbocco si trova quasi di fronte al rifugio Branca (2.493).

Risaliamo l’ampio avvallamento e, circa a metà, eccoci sul ghiacciaio dei Forni. Si prosegue fino a uscire dal canalone, con il pendio che si addolcisce e si apre in un grande anfiteatro. Questa zona fa da base per le salite al San Matteo, al Tresero e alla cima San Giacomo. Continuiamo ancora verso destra, con il tracciato che ricomincia a prendere pendenza. 

Cesare Pisoni durante l'escursione con gli sci d'alpinismo e la tavola da snowboard sul pizzo Tresero, fotografia di Matteo Zanga per la rivista Orobie di febbraio 2020

Arriviamo così alla spalla che dal pizzo Tresero si collega alla cima San Giacomo (3.281 metri). Qui le pendenze si riducono di nuovo, ma poco dopo si ripresentano impegnative. Deviamo a sinistra salendo in direzione di punta Pedranzini (3.599 metri). Alla base di quest’ultima comincia un ripido tratto, che conduce sul crinale della cresta sudest che collega al Tresero. Con un buon innevamento può essere percorsa con gli sci ai piedi. In caso contrario è consigliabile calzare i ramponi. Pochi minuti ed eccoci in vetta.

Per la discesa, considerate le buone condizioni della neve, abbiamo deciso di seguire lo stesso itinerario della salita. Attenzione alla prima parte della cresta dove possono affiorare alcune rocce. Le alternative non mancano, lungo i canali che si incontrano prima e dopo la cima San Giacomo. Meglio però informarsi dai rifugisti e dall’associazione guide.

Buona escursione in compagnia di Orobie, anche seguendo le indicazioni dell'app gratuita Orobie Active