Itinerario EE

Valle Sozzine, ai nuovi laghi in quota

  • Escursionismo
  • 5 ore
02 Settembre 2022 / 11:00
0
1
6478
Scritto da Redazione Orobie
Itinerario

Valle Sozzine, ai nuovi laghi in quota

02 Settembre 2022/ 11:00
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Scritto da Redazione Orobie
Itinerario

Valle Sozzine, ai nuovi laghi in quota

02 Settembre 2022/ 11:00
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Scritto da Redazione Orobie

Il percorso

«Ghiacciai di fuoco» è il titolo del reportage che la rivista Orobie di settembre 2022 dedica ai cambiamenti in corso al Pisgana, in alta valle Camonica.

 È Walter Belotti, autore anche di alcune delle fotografie insieme a Dario Bonzi e Dorina Zani, a raccontare nella nona puntata della serie «Paesaggi» come si sta stravolgendo l’ambiente alpino. In particolare con la riduzione abissale delle masse di ghiaccio. Scenari impensabili e in continua evoluzione. Appunto come sotto il ghiacciaio di Pisgana, dove ora ci sono cinque nuovi laghetti, il più alto a 2.750 metri. Bellezza incomparabile, da visitare prima che tutto finisca.

Per ammirare i nuovi laghi della Valle Narcanello (2.750 metri) si parte da Sozzine (1.350 metri) di Ponte di Legno (Brescia). Si percorre la valle Sozzine lungo il sentiero Cai 42

Ci si inerpica ai piedi della frastagliata cresta Castellaccio-Lagoscuro-Payer-Pisgana, sul versante orografico destro, e alla base delle scoscese pareti della dorsale Salimmo-Calotta-Monte dei Frati-Venerocolo, su quello sinistro. Al centro, la testata della valle è chiusa dai monti Narcanello, Venezia e Mandrone e dal Corno Bedole. Nella vallata e nei canaloni che precipitano erti dal Castellaccio e dal Lagoscuro, oltre cento anni fa, nella Prima guerra mondiale, si mossero gli alpini.

Dopo il fallito tentativo del 9 giugno 1915, quando il battaglione Morbegno battezzò con il sangue la prima azione della Guerra bianca, la notte del 25 agosto gli italiani riuscirono ad avere il sopravvento sugli austriaci che non si aspettavano un attacco attraverso canali vertiginosi e pareti strapiombanti. Sempre qui la notte del 24 maggio 1918, durante la marcia di avvicinamento per la conquista della conca Presena, furono travolti da una valanga 109 alpini, di cui almeno 56 persero la vita.

Per risalire la vallata ci si fa strada tra una rigogliosa vegetazione di ontano verde, dove non è infrequente cogliere la presenza della rinomata Cicerbita alpina (insalata dell’orso). Da qualche anno il suo nome volgare è diventato ancora più pertinente perché per ben due volte l’orso ha scorrazzato su questi sentieri. Il luogo selvaggio consente anche l’avvistamento di camosci che pascolano nei vasti pendii coperti di Festuca varia.

Superati il bosco, la presa d’acqua dell’Enel e un lungo falsopiano di ontano verde, si arriva alla prima cascata di Narcanello (2.200 metri). Da qui per escursionisti esperti, si procede oltrepassando diversi gradoni rocciosi e grossi massi granitici che nascondono fino alla fine la vista del grande lago di Pisgana (2.531 metri). Per il ripido costone orografico sinistro, tra massi instabili, ci si porta sulla sovrastante conca dove sono incastonati gli ultimi nuovi laghetti.

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