C'era una volta il lago di Montofrano

12
1
326

Commenti

filippo molteni 7 anni

con l'avvento del digitale (maurizio volente o dolente qua entra in scena il computer) le macchine anche di fascia medio-bassa hanno preimpostata la modalità bianco e nero ma dovete fare attenzione! la macchina non è che accentua le luci le ombre e i neri e altri algoritmi, prende la foto cosi come la "vede" e mette la saturazione pari a 0. discorso diverso per le apparecchiature reflex dove si posso settare manualmente tali valori già nel corpo macchina. inoltre fotografi di professione hanno l'abitudine di fotografare a colori e poi con varie tecniche (es. Russel brown) effettuare un bianco e nero "come si deve"

  • filippo molteni 7 anni

    Vi dirò, vado controcorrente, per scattare un ottima foto in B&N devi scattare a...colori!

  • lorenzo tagliabue 7 anni

    grazie per il consiglio! ;)

  • maurizio crespi 7 anni

    Ho finito di leggere la critica ad alcune foto su Tutti Fotografi dove il "critico" posava l'accento sull'impararre non tanto ad usare la postprod. quanto a fotografare. Oggi sono tutti maghi del PC ma ben pochi della fotocamera! E dovrebbe essere il contrario... Non dannarti l'anima per la postprod. fallo per carpire TUTTI i segreti alla macchina e alle ottiche, DOPO guarda il BN, il seppia etc (ma non TROPPO dopo!)

  • lorenzo tagliabue 7 anni

    che genere di info? ti posso dire che contrariamente a quello che si pensa le acque sono molto pulite...chimicamente e microbiologicamente parlando...è ottimo d'esate per delle fantastiche attraversate a nuoto...d'inverno quando ghiaccia puoi fare delle stupende passeggiate fino a quasi al centro del lago....senza pericolo..le zone dove nn puoi andare son segnalate...le acque sono di natura sorgiva in parte...al centro poco visibili appena soto il livello si possono intravedere i resti di palafitte risalenti a circa 10.000 anni fa....la fauna è molto ricca...sia quella acquatica con persici lucci ecc...sia per quanto riguarda la grande presenza di numerose specie di uccelli nidificatori come l'airone cenerino...lo svasso il falco di palude i più facili da osservare...e nulla ti consiglio vivamente di visitarlo percorrendo tutto il sentiero intorno al lago...dove puoi anche trovare i resti più o meno interessanti di una ghiacciaia...oltre a tanti piccoli ed interessanti scorci fotografici ;)

  • lorenzo tagliabue 7 anni

    l'aspetto su cui devo lavorare è proprio questo del seppia e o del bianco e nero...ci vuole tanta bravura nell'inquadrature e nella composizione tanto quando nella elaborazione...e con le digitali i bianco e nero (quello vero) così anche per il seppia mi vengono molto difficili da realizzare...ogni consiglio è ben accetto! ;)

  • Margherita DolceVita 7 anni

    caro Lorenzo me la dai qualche info in più su questo lago????

  • Giovanni Radaelli 7 anni

    Per motivi anagrafici faccio un pò fatica a inserirmi nel gruppo dei giovani... ma credo che l'uso di colori più saturi o effetti di "invecchiamento" siano entrambi validi quando il soggetto e la composizione lo consentono. Concordo con Maurizio che certi effetti digitali a volte storpiano un pò, non è facile riprodurre l'effetto reale del tempo sulle stampe...

  • maurizio crespi 7 anni

    Anche i "MOGELLI" non è proprio giusto, ma scrivo quasi al buio... :-(((

  • maurizio crespi 7 anni

    il "dendibile" va letto come SENSIBILE...

  • maurizio crespi 7 anni

    La nostalgia non è indirizzata alla pellicola ma alla riproduzione di certe sfumature che nel digitale sono accentuate (il seppia nel digitale, p.es.) dove il progettista della fotocamera, sopratutto delle meno sofisticate, si lascia prendere la mano e piuttosto arbitrariamente calca i toni. Come il B/N che fino ai mogelli di fascia media è semplice desaturazione dei colori e non una vera ripresa in B/N. Quello a cui siamo abituati noi vecchietti è un seppia delicato, una semplice sfumatura. E NON è il vero seppia neppure questo, il vero seppia è l'INGIALLIMENTO per invecchiamento di una stampa in realtà in bianconero su carta eccessivamente dendibile all'invecchiamento. Stampe VECCHISSIME son quasi gialle, mentre le meno datate sono di una sfumatura quasi impercettibile. In realtà siamo nostalgici di un'abitudine, i giovani si abituano a tinte più cariche (in questo caso il seppia "elettronico" e a loro van bene quelle.