PASSO SAN SIMONE e FORCELLA ROSSA da San Simone-Baita Camoscio- 8magg21

1
2
1217

PASSO SAN SIMONE (2106 m) e FORCELLA ROSSA (2055 m) da San Simone (1700 m)-Baita Camoscio (1750 m)-9magg21: gran risveglio primaverile con prati rinverditi e fioriti, marmotte e camosci fischianti a bassa quota sui versanti a solatio, con ancora neve in alto specie sui versanti a bacìo

PERCORSO

San Simone (1700 m) > Baita del Camoscio (1750 m) > Casera dei Sessi > Sul sent. 115 salita del Vallone dei Sessi al PASSO SAN SIMONE (2106 m) >Ritorno alla Casera dei Sessi > Salita a vista in direttissima alla FORCELLA ROSSA (2055 m) , recuperando labile traccia in alto del sent. 101.> Discesa alla Baita del Camoscio con passaggio al laghetto in disgelo> Rientro finale a San Simone dalla Val d’Arale

Difficoltà: per E a bassa quota, EE in alto su ambiente innevato salendo e scendendo dal Passo San Simone e dalla Forcella Rossa.

Distanza: Km 8,57

Dislivello: 637 m

Tempi: complessive ore 4.30

Attrezzatura: scarponi invernali da neve e utili ramponcini nei tratti ripidi

Appoggi: San Simone e Baita del Camoscio

Dopo lo spettacolo del risveglio primaverile nella ‘regione’ di Ca’ e Passo San Marco di lunedì scorso 3 maggio, oggi, sabato 8 maggio, godendo di una bella serena giornata primaverile, vado a osservare il risveglio primaverile nella splendida conca di San Simone e Baita del Camoscio.

Raggiunto da Zogno in auto San Simone (1700 m), lasciata l’auto nei grandi parcheggi, salgo alla Baita del Camoscio (1750 m) oggi aperta, tagliando per scorciatoie nei prati esposti al sole fioriti la stradetta ancora ricoperta da neve.

Mi attardo ad ammirare e fotografare lo spettacolo dei pascoli dove la neve disciolta lascia spazio al verde dei prati fioriti con distese di Crocus vernus bianchi e violetto.

Dalla Casera dei Sessi, poco sopra la Baita del Camoscio, imbocco la traccia del sent. 115 che risale in costa il gran bel Vallone dei Sessi ancora in gran parte ricoperto di neve.

Risalgo il Vallone in decisa salita per buona parte per poi, nel tratto finale, divenire in ripida salita.

Bello il panorama con in alto la piramide del Monte Cavallo (2322 m) affiancato dalla famose ‘canne d’organo’ che si ergono maestose sul lato sinistro verso il Passo.

Dal Passo di San Simone (2106 m) m i godo il panorama sulla Val Terzera e verso la ‘regione’ del San Marco, dove son salito solo 5 giorni fa.

Non solo solo e incontro alcuni escursionisti ma soprattutto sci alpinisti che si godono le ultime belle discese di stagione dal Vallone dei Sessi.

Discendo quindi con cautela per neve rammollita dal caldo sole e un pochino scivolosa.

Raggiunta la Casera dei Sessi e goduto lo spettacolo dei prati fioriti di Crocus vernus e di tre marmotte ‘in sentinella’ mi avvio in direttissima a vista in direzione della Forcella Rossa salendo di dosso in dosso, pestando neve, fino a raggiungere, in alto ormai, traccia del sent. 101 tra la neve in scioglimento.

Seguendo la traccia, in ripida impegnativa salita con affondi nella neve nel tratto finale, raggiungo la Forcella Rossa (2055 m) dove rivedo la bella Madonnina del G.A.M.A (Gruppo Amici Montagna Almè) a ricordo degli amici caduti in montagna.

Anche da questo passo, come da quello di San Simone, posso ammirare un bran bel panorama verso la ‘regione’ del San Marco.

E’ mezzogiorno, mi accomodo e mi godo un buon pranzetto al sacco e un po’ di relax, mentre osservo una gran bella vista panoramica.

Il sent. 101 prosegue , ma nella neve non vedo la benché minima traccia di qualcuno che abbia proseguito , ancora troppo alta la neve sul versante a bacìo verso la Casera Cavizzola.

Scendo poi , con cautela nel primo ripido tratto, seguendo poi per buon tratto la traccia visibile del sent. 101 fino a lasciarla e scendere a vista sul fianco sx della montagna per avvicinarmi al laghetto in disgelo visto in salita. Un camoscio si fa notare emettendo il caratteristico fischio di difesa tra le narici che conosco bene.

Sceso sopra il laghetto in disgelo mi godo lo splendido spettacolo dei Crocus bianchi e violetti, delle azzurre acque, del bianco della neve delle montagne che provano a specchiarsi nel laghetto.

E lo spettacolo continua mentre mi abbasso verso la Baita del Camoscio quando le distese di Crocus bianchi e violetti si susseguono quasi a perdita d’occhio.

Rientrato alla Baita del Camoscio non discendo dalla stradetta normale ma risalito sulle piste le discendo dalla Valle d’Arale e mi domando quando le piste di sci saranno riaperte dopo anni di chiusura...troppo bello lo spettacolo che gli sciatori possono godere mentre si dedicano allo sci utilizzando le moderne strutture di risalita ampiamente collaudate da anni di intensa attività.

Mi abbasso a San Simone concludendo la bella escursione con in testa il pensiero e l’auspicio che gli impianti sciistici possano riprendere nel prossimo anno la loro attività !

Commenti

Daniela Pesenti 6 mesi, 2 settimane

Stupenda la tua gallery... Complimenti Piero!

  • 1
  • 0