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Milano-rifugio Calvi in bicicletta

02 Settembre 2023 / 19:00
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Scritto da Redazione Orobie
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Milano-rifugio Calvi in bicicletta

02 Settembre 2023/ 19:00
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Scritto da Redazione Orobie

L'impresa di Stefano Gentili, che il 18 luglio si è messo in sella da piazza Duomo a Milano e ha raggiunto i 2.020 metri di altitudine del Calvi. Per fare una sorpresa al rifugista, lasciandone però un pezzo a oggi.


«Questa storia esiste perché esiste l’amicizia che lega me ad Andreaattuale gestore del Fratelli Calvi». Inizia così il diario di bordo di Stefano Gentili«Ci siamo conosciuti 15 anni fa sui banchi di scuola. Il lampo di questa avventura è arrivato l’estate scorsa. Andrea allora era al Longo ed ero salito lassù in bici partendo da Bergamo, tra il sorgere del sole e l’ora di pranzo. E' stato tutto molto bello e ho capito subito 2 cose: che la direzione era quella giusta, ma anche che Andrea si meritava di più. D'un tratto ecco l'immagine, la luce, il desiderio! Io che arrivo al suo rifugio partendo dal Duomo di Milano. Collegare d'un fiato, muovermi dalla città più città che esiste in Italia, il nostro capoluogo, per raggiungere Andrea nella natura del suo rifugio. E, nello specifico, farlo partendo dalla Piazza del Duomo, da dove nel film "Totò, Peppino e la... malafemmina" il vigile urbano pronuncia la sua iconica battuta citando proprio la Val Brembana». 

I due, entrambi trentenni, vivono l’uno a Zogno e l’altro a Branzi. Il rifugista ha saputo soltanto l'1 settembre, dalle pagine de L'Eco di Bergamo che l'amico non era salito da casa, ma bensì dal centro di Milano. 

Ecco il racconto dell'avventura: «Martedì 18 luglio. Sveglia alle 3,colazione e via con la mountain bike in auto fino a Bergamo. Il treno giunge alle 5.50 in stazione Centrale a Milano. La giornata si preannuncia assolatissima e caldissima. Sui pedali mi porto al punto di partenza. Sono le 6.30. Scatto una foto di rito. Il sole sta sorgendo. Sereno, parto. Mi lascio alle spalle il parco Sempione, poi l’Arco della Pace....». 

Stefano ha costeggiato il Naviglio Martesana, oltrepassato il ponte sull’Adda. «Dopo uno spuntino, la mia pedalata prosegue sulla statale Briantea - spiega -Alle 12 raggiungo Città Alta».

 Seguono la salita a San Vigilio e l'imbocco della ciclabile della valle Brembana. «Sono a Zogno, casa, alle 13.30. La mia fidanzata Veronica e la nostra piccola Amélie di 5 mesi mi aspettano a pranzo. Mangio e bevo molto e, dopo un doppio caffè, alle 14.30 riparto». San Pellegrino, San Giovanni Bianco, Piazza Brembana «Alle 17.05 sono all’imbocco della strada segnata dal Cai con il numero 210».


La fatica si fa sentire, anche la tentazione di rinunciare. Poi, ecco il rifugio, dopo 12 ore e 150 chilometri sui pedali. Sono le 18.40. «Fatta la doccia, a tavola mi aspettano tagliatelle al ragù, polenta con roast beef, pane, un piatto con cinque dolci, birra bionda, acqua e caffè. Chiacchiero con Andrea, ma gli taccio il punto di partenza, perché è la sorpresa di oggi: Andrea, sono partito da Milano».


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