Itinerario E

Gita in Valle Ventina

  • Escursionismo
  • 1 ore 40 minuti
26 Luglio 2019 / 12:00
0
1
1165
Scritto da Redazione Orobie
Itinerario

Gita in Valle Ventina

26 Luglio 2019/ 12:00
0
1
1165
Scritto da Redazione Orobie
Itinerario

Gita in Valle Ventina

26 Luglio 2019/ 12:00
0
1
1165
Scritto da Redazione Orobie

Il percorso

Insieme alla rivista Orobie di luglio 2019 andiamo alla scoperta di un «grande vecchio»: il larice millenario della Valle Ventina, in Valmalenco. Sul mensile che da quasi trent’anni racconta la Lombardia, è il fotografo Massimo Tognolini a farci conoscere meglio questo particolarissimo testimone degli eventi a partire da mille anni fa. La sua età è stata accertata da un team di ricercatori dell’Università di Padova. Questo albero, cresciuto a 2.160 metri di quota, è il più vecchio in Italia e tra i più longevi in Europa. Meta ideale per un’escursione tra storia e natura.

Raggiungiamo in auto Chiareggio (posto a quota 1.612 metri), frazione di Chiesa, imboccando da Sondrio la strada provinciale per la Valmalenco. Il piccolo borgo era un importante punto di passaggio e luogo di sosta lungo il famoso sentiero del Muretto. Arrivandovi si attraversano le caratteristiche zone di cave di serpentino e suggestivi boschi di conifere. Ci incamminiamo dalla piccola chiesa di Sant’Anna, scendiamo al torrente Mallero e lo attraversiamo grazie a un ponticello.

Da qui seguiamo la piacevole e comoda mulattiera (sentiero numero 323) che, in poco più di un’ora, ci permette di raggiungere il pianoro dell’alpe Ventina. Un itinerario ideale anche per gli amanti della mountain bike.

Un biker sulla mulattiera che da Chiareggio percorre la Valle Ventina (fotografia di Massimo Tognolini per la rivista Orobie di luglio 2019)

Nella zona sorgono a breve distanza il rifugio Gerli-Porro (1.965 metri) e il rifugio Ventina (1.975 metri). Davanti a noi si apre la valle del ghiacciaio del Ventina, la cui fronte è raggiungibile percorrendo il sentiero glaciologico Vittorio Sella

Subito dopo il rifugio Gerli-Porro però, senza arrivare al Ventina, all’altezza della cappella dedicata ai Caduti della montagna, troviamo le indicazioni per il sentiero del Larice millenario, che sale a sinistra. Ci separano da questo «vecchio signore» circa 200 metri di dislivello e una trentina di minuti di cammino.

Il tracciato si snoda con frequenti tornanti lungo il ripido lato meridionale del torrione Porro. Si prende quota tra pini mughi e poi tra i rossi blocchi di serpentinite, su un sentiero molto ben segnalato. 

La vista panoramica sul bacino del ghiacciaio è di quelle che affascinano. Fuori dalla vegetazione la pendenza diminuisce e si ignorano le indicazioni per le vie di arrampicata e la ferrata del torrione Porro per dirigersi invece verso sud dove, in una valletta appartata caratterizzata da un rado bosco di larici, cembri e mughi, a 2.160 metri di quota, il larice millenario resiste al tempo: un vero e proprio monumento della natura.