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Senza tracce: terminato il raid di Pezzoli sulle Orobie

03 Luglio 2023 / 19:00
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2461
Scritto da Redazione Orobie
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Senza tracce: terminato il raid di Pezzoli sulle Orobie

03 Luglio 2023/ 19:00
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Intorno a mezzogiorno di lunedì 3 luglio ha concluso ad Ardesio (Bergamo) il suo raid lungo il Sentiero delle Orobie «Senza tracce», che aveva preso il via dallo stesso punto giovedì 29 giugno. 

L’impresa di Sergio Pezzoli, 45 anni, di Cazzano Sant’Andrea (Bergamo), accompagnatore di media montagna e ambassador Aku, è stata "coronata", purtroppo, da un bel gruzzoletto di rifiuti raccolti sui sentieri delle nostre vette, come testimoniano foto e racconto dei cinque giorni.

Pezzoli li ha messi nei sacchi che ha poi affidato ai rifugisti incontrati sul percorso, che lo hanno sostenuto e accolto in questa azione di sensibilizzazione sull’impatto che ogni nostro passo ha sull’ambiente.

Qui di seguito alcune immagini che documentano l’attività svolta da Sergio Pezzoli e che avevamo iniziato a raccontarvi in questo post.

All’arrivo al rifugio Brunone, venerdì 30 giugno, per esempio, l’accompagnatore di media montagna bergamasco si è trovato il rifugista Marco Brignoli pure lui con un sacco dell’immondizia. All’interno quanto aveva raccolto nel bivacco Frattini, materiale lasciato da alpinisti ed escursionisti non proprio educati e rispettosi.

Sabato 1 luglio di nuovo in marcia, per il rifugio Curò e l’arrivo finale, dopo circa 13 chilometri e un dislivello positivo di 1.150 metri e 1.650 negativi. 

Riferisce Pezzoli: «Una giornata con meno chilometri, ma in ambiente molto selvaggio. Dal rifugio Brunone si calpesta neve a tratti per giungere fino ai 2.700 del Ol Simal, il punto più alto del Sentiero delle Orobie. Canaletti, sfasciumi e tanti tratti attrezzati mi hanno portato sopra il bel lago Coca e in breve all’omonimo rifugio». 

E il bilancio dei rifiuti sul percorso: «In questa tappa finalmente raccolgo pochissimo, soltanto un paio di bustine di gel e qualche fazzoletto». Dal rifugio Coca l’ideatore del progetto «Senza tracce» ha risalito per proseguire poi con diversi tratti esposti e ultime catene: «Nel tratto Coca-Curò pensavo di raccogliere meno, invece diversi mozziconi di sigaretta, carta stagnola, carte delle barrette e gli immancabili fazzoletti».

La tappa di domenica 2 luglio è stata abbastanza lunga: 19 chilometri con un dislivello positivo di 1.200 metri e altrettanti negativi. 

«Partenza dal rifugio Curò – annota Pezzoli – e dopo poco, prima salita di giornata al passo delle Miniere. Bello il panorama sui giganti delle Orobie, quindi discesa nella Valle Bondione e, sorpresa: incontro un numeroso gruppetto di "amici leave no trace" e insieme saliamo alla Manina dove mi aspettano mio fratello Antonio con Alessia e il nipotino di pochi mesi. Oltre, soltanto i più allenati Marco e Mattia mi accompagnano fino allo scollinamento del pizzo di Petto». 

Con quale bilancio? «Come sempre raccogliamo fazzoletti, mozziconi, plastica e lattine. All'inizio gli amici vedevano la sporcizia sempre dopo una mia indicazione poi, dopo qualche ora, erano loro a segnalarmela. È proprio vero quanto mi ha raccontato il rifugista del Brunone, Marco Brignoli: "Se non raccogli, non vedi e non ti rendi conto di quante tracce lasciamo con il nostro passaggio"».

Quindi l’arrivo al rifugio Albani e l’incontro con il presidente della sezione Cai di Bergamo, Dario Nisoli, i rifugisti Chicco Zani e Sandra Bottanelli e i partecipanti all’iniziativa «L’Accademia Carrara in alta quota»

Lunedì 3 luglio il ritorno ad Ardesio dalle baite del Moschel e da Colle Palazzo, dopo un totale di 91 chilometri e 6.200 metri di dislivello negativo e altrettanti positivi.

«Speravo di trovare meno rifiuti lungo il sentieri» è stato il commento finale di Sergio Pezzoli, con un annuncio, affiancato nell'ultimo tratto dall'ex campione italiano di mountain bike "Lampo" Bonadei: «Il progetto “Leave no trace” potrebbe essere ripetuto tra un anno, anche per constatare se la situazione sarà migliore di quella incontrata in questa prima edizione».


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