Il mondo scomparso di padre De Agostini in mostra a Lecco

L'esposizione sarà inaugurata sabato nell'ambito delle celebrazioni del 150° anniversario del Cai di Lecco e dei 50 anni dell'impresa dei Ragni sul Cerro Torre.

Padre Alberto Maria De Agostini fu missionario ed esploratore della Patagonia nei primi decenni del '900. Le sue immagini hanno portato fino ai giorni nostri squarci di un mondo selvaggio ormai scomparso. 

Proprio così si intitola la mostra "Immagini da un mondo scomparso (1883/1960)"  che verrà inaugurata sabato 10 febbraio nella Torre Viscontea di Lecco e sarà visitabile fino al 10 marzo. Venerdì  9 febbraio si terrà un convegno con relatori don Francesco Motto dell’Istituto Storico Salesiano di Roma, Nicola Bottigheri dell’Università degli Studi di Cassino, Serafino Ripamonti e Giuliano Maresi, scalatori dei Ragni di Lecco, lo storico dell’alpinismo Alberto Benini e Germano Caperna, docente dell’Istituto superiore Marconi di Anagni. Inizio alle 15 a Palazzo delle Paure

Grazie a un ricco corredo di pannelli esplicativi, fotografie d’epoca, libri, manoscritti e cimeli, la mostra racconta la straordinaria attività di padre De Agostini, che fece scoprire le montagne della Patagonia agli scalatori lecchesi, ispirando molte delle salite che li avrebbero resi celebri nel mondo.

Fu infatti proprio De Agostini, nel 1956, a coinvolgere l’allora giovane Ragno di Lecco Carlo Mauri nella spedizione all’inviolato monte Sarmiento, una delle vette di ghiaccio e roccia che si innalzano direttamente dal mare fra i fiordi della Terra del Fuoco. Dopo aver raggiunto la vetta assieme alla guida di Pinzolo Clemente Maffei, Mauri tornò a Lecco, raccontando la meraviglia di quelle cime remote e selvagge. 

Nato a Pollone, in provincia di Biella, nel 1883, subito dopo essere stato ordinato sacerdote De Agostini chiese di essere inviato fra gli indios delle missioni salesiane nell’estremo sud dell’Argentina e del Cile, dove rimase dal 1910 fin quasi alla morte, avvenuta nel 1960. Qui ebbe l’opportunità di dedicarsi alla sua grande passione per la geografia e l’alpinismo, esplorando la Terra del Fuoco e la Patagonia e salendo numerose montagne

La mostra è visitabile al giovedì dalle 10 alle 13, venerdì e sabato dalle 14 alle 18, domenica dalle 10 alle 18. 

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